Quando muore una persona cara, le parole sembrano poche. Eppure c'è un gesto semplice che molte famiglie cristiane fanno da secoli: pregare per nove giorni di seguito. Si chiama novena ai defunti. Non è una cosa complicata, non richiede libri speciali né permessi. Bastano dieci minuti al giorno e il nome di chi non c'è più.
In queste pagine trovi come funziona, quando si recita, come organizzarsi e quali testi usare. Non è un manuale da seguire alla lettera. È un aiuto per chi vuole ricordare davanti a Dio una persona che gli è stata cara, con calma, giorno dopo giorno.
In breve
La novena ai defunti sono nove giorni di preghiera per la stessa persona, dieci minuti al giorno. Nel 2026 la novena dei morti che si chiude il 2 novembre comincia domenica 25 ottobre. Si può cominciare anche in qualunque altro giorno dell'anno, per esempio subito dopo un funerale.
I testi sono tutti qui sotto: De profundis, Eterno riposo, Requiem aeternam e il piano dei nove giorni con l'intenzione di ciascuno.
La novena ai defunti è nove giorni consecutivi di preghiera per la stessa intenzione. In questo caso l'intenzione è una persona morta: un genitore, un amico, un fratello. La parola viene dal latino medievale novenus, che vuol dire nono. Nove giorni, dunque, non otto e non dieci: la tradizione cristiana ha sempre amato questo numero, che ricorda i nove giorni tra l'Ascensione e la Pentecoste. Chi la cerca come novena per i defunti intende la stessa cosa: nove giorni di seguito, una sola persona al centro, gli stessi testi ogni sera.
È una devozione, non un sacramento. Questo significa che non è obbligatoria e non ha regole fisse come la Messa domenicale. Nessuno è tenuto a farla. La si fa perché si vuole bene a quella persona e perché crediamo che la preghiera dei vivi aiuti i morti. È un gesto di fiducia, non un dovere da assolvere.
Le due occasioni più comuni sono queste. La prima: subito dopo un funerale, nei nove giorni che seguono la sepoltura. La famiglia si ritrova ogni sera, magari intorno a un tavolo, e prega insieme. La seconda: la novena dei morti che molte parrocchie e famiglie recitano prima del 2 novembre, giorno in cui la Chiesa ricorda tutti i fedeli defunti.
Ma si può cominciare in qualunque momento dell'anno. Non ci sono porte chiuse né tempi sbagliati. Se ti viene in mente tuo nonno scomparso dieci anni fa, puoi iniziare domani. Nove giorni sono nove giorni. Anche il giorno del compleanno del defunto o l'anniversario della morte sono momenti buoni per cominciare.
Quando si dice novena dei morti si intende quasi sempre quella che finisce il 2 novembre: nove giorni, dal 25 ottobre al 2 novembre. Nel 2026 il 2 novembre cade di lunedì, quindi il primo giorno è domenica 25 ottobre. La novena ai fedeli defunti è la stessa cosa, solo con il nome liturgico: fedeli defunti sono tutti i battezzati morti, non solo i parenti. Se invece la si recita dopo un funerale, il conteggio parte dal giorno della sepoltura e non ha date fisse.
| Giorno | Data 2026 | Cosa si fa |
|---|---|---|
| 1 | domenica 25 ottobre | Si accende la prima candela e si dice il nome ad alta voce. |
| 4 | mercoledì 28 ottobre | Si prega per chi non ha nessuno che preghi per lui. |
| 7 | sabato 31 ottobre | Si prepara la veglia: la sera prima di Tutti i Santi. |
| 9 | lunedì 2 novembre | Si chiude la novena, con la Messa di suffragio se la famiglia la chiede. |
Qualcuno comincia il 2 novembre e finisce il 10: anche questo è uso comune e la Chiesa non fissa calendari. Quello che conta è che i nove giorni siano nove e che il nome venga detto ogni volta.
Scegli un'ora fissa e tienila per tutti e nove i giorni. Dieci minuti al giorno bastano. Sempre la stessa ora aiuta: dopo cena, la mattina presto, prima di dormire. Puoi farla da solo, in famiglia, oppure con altri che conoscevano il defunto. Se siete in due o tre, dividetevi la lettura ad alta voce. Anche solo accendere una candela e fare silenzio va bene.
Se un giorno salti, la tradizione dice di ricominciare da capo. Ma Dio non fa i conti in questo modo. Non c'è un registro da timbrare. Se ti dimentichi, riprendi il giorno dopo e vai avanti. La novena non è un esame. È un tempo che tu scegli di dedicare a una persona che ami.
Se in famiglia c'è anche un malato da assistere, puoi unire le due preghiere: i testi per lui sono nelle preghiere per i malati.
Qui sotto trovi un blocco con nove intenzioni, una per ogni giorno. Non devi elencarle tutte a memoria: leggi quella del giorno e lascia che ti guidi. Ogni giorno puoi cambiare la preghiera, il salmo o il tempo di silenzio. Puoi dire il nome del defunto all'inizio e alla fine. Puoi aggiungere una preghiera spontanea, se ti viene.
L'importante è la costanza, non la perfezione. Se un giorno hai solo due minuti, va bene lo stesso. Se un altro giorno vuoi restare in silenzio senza dire niente, anche quello è pregare. Il piano è un aiuto, non una gabbia. Adattalo alla tua vita e a quella della tua famiglia.
Per chi è morto da poco: che trovi subito la pace e che i suoi cari non restino soli. Accendi la prima candela, dì il nome ad alta voce e leggi il De profundis piano, senza fretta.
Per i genitori defunti: per quello che ci hanno dato senza chiederlo. Se hai una foto, mettila davanti a te. Se non ce l'hai, chiudi gli occhi e ricordali come li hai visti l'ultima volta.
Per i defunti di cui nessuno si ricorda più, e per chi non ha nessuno che preghi per lui. Questo è il giorno che nessuno ricorda. Se conosci un defunto di cui nessuno parla più, aggiungi il suo nome.
Per chi è morto all'improvviso, senza poter salutare nessuno. Chi muore all'improvviso lascia una domanda aperta. Oggi non la risolvi: la porti davanti a Dio e la lasci lì.
Per i defunti della nostra famiglia che non abbiamo conosciuto. Chiedi in famiglia i nomi dei bisnonni. Scrivili. Una preghiera senza nomi è più facile da dimenticare.
Per chi è morto dopo una lunga malattia, e per chi lo ha assistito fino alla fine. Se hai assistito qualcuno fino alla fine, questo giorno è anche per te. Ringrazia, e perdona quello che ti pesa.
Per i bambini defunti e per i loro genitori. Una preghiera breve basta: Padre nostro, Ave Maria, Gloria. Anche un minuto solo, purché ci sia.
Per i nostri amici defunti: quelli con cui abbiamo riso. Il ricordo di un amico si onora ridendo. Oggi puoi raccontare ad alta voce una cosa che facevate insieme.
Per tutti i defunti, e per noi che restiamo: che non perdiamo la speranza. Chiudi con il segno della croce e un momento di silenzio. La novena finisce qui, il ricordo no.
Piano scritto da noi: cambia pure le parole, l'importante è il nome detto ogni giorno.
Il De profundis è il salmo dei defunti per eccellenza. È il salmo 130, in latino, e si recita da secoli nelle case e nelle chiese. L'Eterno riposo è la giaculatoria che tutti conoscono, quella che si dice anche ai funerali. Il Requiem aeternam si recita anche in italiano, e molte famiglie lo alternano al latino.
Non c'è un testo obbligatorio. Puoi usare un salmo, il Padre nostro, l'Ave Maria, o semplicemente una frase detta con il cuore. I testi completi sono nei riquadri qui sotto. Prendili come punti di partenza. Se preferisci pregare con parole tue, fallo: Dio ascolta anche quelle.
De profundis (Salmo 129)
De profundis clamavi ad te, Domine: Domine, exaudi vocem meam. Fiant aures tuae intendentes in vocem deprecationis meae. Si iniquitates observaveris, Domine: Domine, quis sustinebit? Quia apud te propitiatio est: et propter legem tuam sustinui te, Domine. Sustinuit anima mea in verbo eius: speravit anima mea in Domino. A custodia matutina usque ad noctem: speret Israel in Domino. Quia apud Dominum misericordia: et copiosa apud eum redemptio. Et ipse redimet Israel ex omnibus iniquitatibus eius. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Testo latino tradizionale, si recita così anche in Italia.L'eterno riposo
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.
Testo tradizionale.Requiem aeternam
Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen.
Testo tradizionale.Come si apre ogni giorno della novena
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Testo tradizionale.Preghiera per una persona defunta
Signore, Padre di tutti i vivi, noi ti affidiamo questa persona. Grazie per i giorni che ci ha dato, per quello che ci ha insegnato, per le cose che di lei portiamo dentro. Perdona ciò che in lei è stato manchevole, come speriamo che sia perdonato il nostro. Accoglila nella tua pace e aiuta noi a continuare a camminare. Amen.
Testo scritto da noi, non è una preghiera ufficiale della Chiesa.Il nono giorno chiude la novena. È il giorno in cui si ringrazia per il tempo passato insieme e si affida di nuovo il defunto a Dio. In molte famiglie si accende una candela in più, o si dice una preghiera davanti a una foto. Non serve una cerimonia particolare. Basta concludere con un segno di croce e un momento di silenzio.
Il quarantesimo giorno, cioè quaranta giorni dopo la morte, è una memoria antica. Ricorda il periodo che il Risorto passò sulla terra prima dell'Ascensione. In famiglia si celebra con una Messa o una preghiera a casa. È un modo per dire che il ricordo non si spegne dopo la novena, ma continua nel tempo.
La preghiera della Chiesa per un defunto è soprattutto l'Eucaristia. La Messa di suffragio si chiede al parroco o a un santuario. Si dà il nome del defunto e una piccola offerta. Nell'offerta della Messa la comunità presenta a Dio il nome di quella persona. È il gesto più grande che la Chiesa può fare per chi è morto.
Non è necessario essere ricchi né avere particolari permessi. Anche una sola Messa è un dono grande. Se non puoi andare in parrocchia, puoi chiamare o scrivere. Molte parrocchie accettano richieste anche a distanza. L'importante è che il nome venga pronunciato davanti all'altare.
Le forme, i tempi e l'offerta sono spiegati nella guida su come far celebrare una Messa; se vuoi pregare per un malato ancora in vita, c'è la pagina delle preghiere per i malati.
Se vuoi che qualcosa resti acceso mentre la Messa viene celebrata, puoi far accendere un cero e ricevere la foto: si fa dal telefono, in due minuti. Non sostituisce la preghiera. La accompagna, che è quello che serve.
Sì. Molti pregano per un genitore, un fratello e un amico insieme, magari nominandoli tutti i giorni. Il calendario resta uno: nove giorni, poi si chiude. Non c'è bisogno di fare nove giorni per ogni persona. Puoi ricordarli tutti nella stessa preghiera, uno dopo l'altro, o anche solo con un pensiero.
Se sono tanti, puoi scrivere i nomi su un foglietto e leggerli ogni giorno. Oppure dedicare ogni giorno a uno di loro, senza cambiare la durata della novena. La preghiera non ha limiti di spazio. Dio conosce ogni nome, anche quelli che non diciamo ad alta voce.
I bambini capiscono la morte meglio di quanto si creda. Non hanno bisogno di tante spiegazioni. Un disegno fatto per il nonno, una candela accesa sul tavolo, il nome detto ad alta voce: sono gesti che restano. Lasciate che facciano domande. Rispondete con semplicità, senza spaventarli e senza bugie.
Non serve proteggerli dal ricordo. Anzi, coinvolgerli nella novena li aiuta a dare un posto alla persona che non c'è più. Possono pregare con voi, anche solo per un minuto. Possono scegliere una preghiera breve o disegnare qualcosa da mettere vicino alla candela. Il ricordo diventa così un fatto di famiglia, non un argomento proibito.
Nove giorni consecutivi. La parola novena viene dal latino novenus, che significa nono. Non è un numero scelto a caso: nella tradizione cristiana i nove giorni ricordano il tempo tra l'Ascensione e la Pentecoste, quando gli apostoli pregavano insieme. Se un giorno si salta, la tradizione dice di ricominciare, ma non è una regola rigida.
Sì. Le occasioni più comuni sono subito dopo un funerale e prima del 2 novembre, ma non sono le uniche. Puoi cominciare quando vuoi: il giorno del compleanno del defunto, l'anniversario della morte, o semplicemente un giorno in cui senti il bisogno di pregare per lui. Nove giorni sono nove giorni, in qualsiasi mese dell'anno.
Il nono giorno chiude la novena. Si ringrazia per il tempo passato insieme e si affida di nuovo il defunto a Dio. Puoi dire una preghiera di conclusione, accendere una candela in più, o fare un momento di silenzio. Non c'è una formula obbligatoria. L'importante è concludere con un segno di croce e con il nome della persona nel cuore.
Il quarantesimo giorno è una memoria antica, legata al periodo che il Risorto passò sulla terra prima dell'Ascensione. In famiglia si celebra con una Messa o una preghiera a casa. Non è un obbligo, ma un modo per continuare a ricordare il defunto anche dopo la novena. È un gesto semplice, che molte parrocchie e famiglie mantengono ancora.
Sì. Puoi telefonare o scrivere alla parrocchia, oppure a un santuario. Basta dare il nome del defunto e una piccola offerta. La Messa di suffragio è la preghiera più grande che la Chiesa offre per un morto. Anche se non puoi essere presente, il nome viene pronunciato davanti all'altare e la comunità prega per quella persona.
La novena che si chiude il 2 novembre comincia domenica 25 ottobre 2026, perché i nove giorni si contano all'indietro dal giorno dei defunti. Se invece la reciti dopo un funerale, comincia il giorno dopo la sepoltura e non ha una data fissa.
Sì, ed è la conclusione più naturale: si chiede in parrocchia con il nome del defunto e una piccola offerta, e la Messa si celebra nel giorno che il calendario permette. Se non puoi andare in parrocchia di persona, si può chiedere anche a distanza.
Quando la situazione non può aspettare nove settimane, c'è la novena urgente: nove Memorare al giorno, per nove giorni.
La Messa di suffragio è un'intenzione di Messa come le altre: la guida su come si chiede un'intenzione di Messa spiega l'offerta, le Messe gregoriane e i tempi di attesa.
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