Capita a tutti di voler pregare per qualcosa e di non sapere da dove cominciare. Magari è una persona malata, un figlio che non trova lavoro, un esame che si avvicina. Si sente il bisogno di portare quella cosa davanti a Dio, ma mancano le parole. Scrivere un'intenzione di preghiera serve proprio a questo: mettere nero su bianco quello che si ha nel cuore, senza girarci intorno.
Non servono formule speciali né un linguaggio da libro antico. Un'intenzione è una richiesta semplice, detta con fiducia. Può stare in una riga o in poche parole. In questa pagina trovi come si scrive, alcuni esempi per le situazioni più comuni, la differenza tra intenzione di preghiera e intenzione di Messa, e dove si può inviare la propria.
Un'intenzione di preghiera è una richiesta concreta che si porta davanti a Dio. Può essere per sé o per un'altra persona. Non è una formula da imparare a memoria, non ha una struttura fissa. È il contenuto di quello che vuoi dire, messo in parole tue.
Puoi dirla a voce alta in chiesa, sottovoce a casa, oppure scriverla su un foglio. Anche una sola riga basta. Dio non ha bisogno di discorsi lunghi. Quello che conta è che quella riga dica davvero cosa hai nel cuore, senza maschere e senza fronzoli.
Spesso si confonde l'intenzione con la preghiera vera e propria. In realtà l'intenzione è la direzione: indica verso cosa stai pregando. La preghiera è il modo in cui lo dici. Prima viene la richiesta, poi le parole per esprimerla, che possono essere anche molto semplici.
Per scrivere un'intenzione bastano tre cose: per chi è, che cosa chiedi, e con quanta fiducia lo chiedi. Per chi: una persona, un gruppo, te stesso. Che cosa: la situazione precisa, non un vago stare meglio. Con quale fiducia: il tono con cui affidi la cosa a Dio, sapendo che non sei tu a decidere come andrà a finire.
Meglio essere concreti che generici. Dire per la salute di mia madre anziana è più chiaro di dire per i malati del mondo. Non c'è niente di sbagliato nelle intenzioni ampie, ma quando scrivi per una persona precisa, quella persona la vedi in faccia mentre scrivi, e la preghiera diventa più vera.
Non serve un linguaggio da libro di preghiere. La lingua di tutti i giorni va benissimo. Se dici le cose come le diresti a un amico fidato, hai già scritto una buona intenzione. Anche le frasi spezzate, i dubbi, le cose dette male possono diventare preghiera.
Le situazioni della vita si somigliano un po' tutte. C'è la salute che vacilla, propria o di chi ci sta vicino. Ci sono i legami di famiglia, che a volte sono la cosa più bella e a volte la più faticosa. C'è il lavoro che manca o che pesa. Ci sono gli studi, gli esami, le scelte da fare quando si è giovani.
Poi ci sono i momenti del distacco. La morte di una persona cara, che lascia un vuoto e il bisogno di affidarla a Dio. E ci sono i motivi di ringraziamento, che spesso dimentichiamo: una guarigione, una nascita, un problema risolto, una giornata semplicemente serena.
Qui sotto trovi alcuni esempi già scritti, divisi per situazione. Puoi usarli come sono, oppure cambiarli con le tue parole. L'importante è che rispecchino davvero quello che vuoi chiedere.
L'intenzione di preghiera è la richiesta che tu porti a Dio. Può restare privata, detta in casa o in chiesa, e non costa nulla. Nessuno deve saperlo, nessuno deve approvarla. È tua e basta. Anche scriverla su un foglietto e tenerlo nel Vangelo va bene.
L'intenzione di Messa è quella stessa richiesta affidata a un sacerdote, che la nomina durante una celebrazione. Di solito si lascia un'offerta, che in Italia si chiama anche stipendio della Messa. Non è un prezzo da pagare, ma un modo per sostenere la comunità e il sacerdote che celebra per quella richiesta.
La Chiesa chiede che non si possa celebrare una Messa senza un'intenzione vera e senza che il sacerdote la faccia propria. Non è una questione di soldi: è che il prete deve davvero pregare per quella persona o quella situazione. Se l'intenzione non c'è, la Messa perde il suo senso per chi l'ha chiesta.
Se vuoi capire come si chiede al sacerdote e cosa si scrive nella richiesta, la nostra guida su far celebrare una Messa per una persona cara spiega passo per passo anche l'offerta.
Se non sai a chi affidare la tua intenzione, oggi si può fare anche online. Ci sono comunità religiose che raccolgono le richieste e le ricordano nella preghiera quotidiana. Non serve uscire di casa, non serve conoscere nessuno. Basta scrivere poche righe nel modulo e inviarle.
onlinecatholicmass.org è uno dei posti dove puoi farlo. Le intenzioni che arrivano vengono raccolte e ricordate durante la Messa celebrata ogni giorno. Puoi scrivere per una persona malata, per una situazione difficile, per un defunto, oppure per ringraziare di qualcosa.
Quando invii la tua intenzione, scrivi con calma. Non c'è bisogno di spiegare tutto per filo e per segno. Due o tre righe chiare bastano. Nessuno ti promette che accadrà quello che chiedi: la preghiera non funziona così. Ma la tua richiesta viene portata davanti a Dio, e questo è già qualcosa di reale.
Il modulo per lasciare la tua intenzione è qui: richiesta di preghiera online, bastano poche righe e un indirizzo email.
La preghiera non è una leva. Non è un modo per ottenere quello che vuoi se spingi abbastanza forte. Si chiede, non si pretende. Chi prega sa che la risposta può essere diversa da quella che si aspetta, e che a volte non arriva affatto, almeno non come la immaginavamo.
Anche Gesù ha pregato senza ricevere quello che chiedeva. Nel Getsemani ha chiesto che il calice passasse oltre, e non è passato. Questo dice qualcosa di importante: pregare non significa comandare. Significa mettersi davanti a Dio con quello che si ha, anche con la paura e con il dubbio.
La fede di chi chiede non è una misura da raggiungere. Non serve essere perfetti per pregare. Anche chi prega per un altro senza sapere bene se Dio esista fa comunque qualcosa di reale: si mette dalla parte dell'altro, gli vuole bene in un modo che si vede poco ma che pesa.
Ci sono giorni in cui non viene niente. La testa è vuota, il cuore è confuso, e non sai cosa dire. Non è un problema. In quei momenti puoi usare una preghiera conosciuta, una di quelle che sai a memoria fin da bambino. Oppure puoi scrivere una riga sola, anche solo il nome della persona per cui vuoi pregare.
Due preghiere che si possono dire quando non si sa che dire sono il Padre nostro e il Memorare. Le trovi qui sotto, con il testo completo. Puoi recitarle lentamente, senza fretta, anche solo una volta. Non è una formula magica: è un modo per restare in piedi davanti a Dio quando le parole tue non arrivano.
Va bene anche il silenzio. A volte stare zitti davanti a Dio, con il pensiero fisso su una persona, è già preghiera. Non tutto deve essere detto. Quello che conta è che tu sia lì, anche senza parole.
Se stai pregando per una persona malata, nella pagina delle preghiere per i malati trovi i testi da recitare al capezzale.
Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Testo tradizionale.Memorare
Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini; a te vengo, e davanti a te, peccatore confuso, mi presento. O Madre del Verbo incarnato, non disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami benignamente ed esaudiscimi. Amen.
Testo tradizionale.C'è una tradizione viva nella Chiesa: ogni mese il Papa indica un'intenzione di preghiera per il mondo intero. Tutti i cattolici sono invitati a pregare per quella stessa cosa, ciascuno a modo suo, nelle proprie case e nelle proprie comunità. È un modo per sentirsi legati anche a chi non si conosce.
Puoi fare lo stesso nella tua famiglia. Scegliete una persona, una situazione, un problema del quartiere o del mondo. Per un mese intero la portate nella preghiera, ogni giorno, anche solo con una riga. Poi il mese dopo ne scegliete un'altra.
Non serve un'organizzazione. Basta decidere insieme e ricordarsene. Un foglietto sul frigorifero, una parola detta prima di cena, un pensiero al mattino. Così la preghiera entra nelle giornate normali, senza stravolgere niente, e piano piano diventa un'abitudine.
È la richiesta concreta che porti davanti a Dio. Può essere per te o per un altro, per una situazione di salute, di famiglia, di lavoro. Non è una formula fissa: è quello che hai nel cuore, detto con parole tue. Può stare in una riga e si può dire a voce alta o in silenzio, in chiesa o a casa.
Sì, si può fare. Molte persone pregano per chi non conoscono: per i malati di un ospedale, per chi è solo, per chi soffre in Paesi lontani. Anche solo sapere che qualcuno prega per te è un bene. Non serve avere un legame di sangue o di amicizia per affidare qualcuno a Dio.
No, non è obbligatorio. Puoi pregare a casa, per strada, in macchina, ovunque ti trovi. La chiesa è un luogo che aiuta, perché c'è silenzio e c'è la comunità, ma non è una condizione necessaria. Anche inviare l'intenzione online va bene, se non puoi andare di persona.
L'intenzione di preghiera no, è gratuita. L'intenzione di Messa di solito prevede un'offerta, che in Italia si chiama anche stipendio della Messa. Non è un prezzo: serve a sostenere la comunità e il sacerdote che celebra. La Chiesa chiede che il prete faccia propria quell'intenzione, altrimenti la Messa perde senso.
Sì, puoi scriverne quante vuoi. Non c'è un limite. Puoi mettere in fila le persone e le situazioni che hai nel cuore, una dopo l'altra. Basta che ognuna sia chiara: per chi è e che cosa chiedi. Anche solo un nome, se non trovi le parole, va bene lo stesso.
Se vuoi affidare la tua intenzione e iniziare una novena urgente, bastano il nome della persona e la richiesta.
Quando la richiesta passa dalla preghiera privata alla Messa celebrata da un sacerdote, la guida sulle intenzioni di Messa spiega cosa si scrive nella richiesta, quanto si lascia di offerta e come funzionano le Messe gregoriane.
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